7 Dicembre 2021: lo STOP della Corte Costituzionale al blocco dei pignoramenti contro il Servizio Sanitario Nazionale disposto dal Governo Conte con la scusa del Covid 19

Il Governo Conte aveva con provvedimento normativo del marzo 2020 (art. 117 c. 4 D.L. 34/2020 convertito in L. 77/2020) disposto l’impignorabilità di Asl/Asp e A.O. italiane, fine al 31.12.2020 con la scusa dell’emergenza Covid 19.

Il blocco dei pignoramenti era stato prorogato fino al 31.12.2021 (art. 3 comma 8 DL 183/2020) dal decreto milleproroghe.

Per quasi un biennio non è stato possibile intraprendere o portare a compimento azioni esecutive nei confronti delle Asl/Asp e Aziende Ospedaliere nazionali, creando così una ingiusta schermatura giudiziale, che ha impedito ai numerosissimi creditori di recuperare i propri crediti.

Il Governo, con questa mossa, ha creato un danno alla sanità nazionale, poichè i fornitori di beni e servizi di cura al S.S.N. hanno messo in dubbio il mantenimento dei rapporti stessi di fornitura, per la paura di non poter riscuotere eventuali crediti anche ottenuti giudizialmente.

Il danno si è creato anche in capo a chi, parte lesa in casi di responsabilità sanitaria, non ha potuto ottenere l’esecuzione (ossia il pagamento) di sentenze ottenute dopo anni di battaglie nei vari gradi di giudizio e ciò in barba a quanto stabilito dalla Legge Gelli Bianco del 2017.

In relazione alla palese illegittimità di tale dispositivo legislativo, con Ordinanza del 4 gennaio 2021, il Tribunale ordinario di Napoli aveva sollevato evidente questione di legittimità costituzionale.

Poi, anche altri Tribunali Civili e Tribunali Amministrativi, hanno sollevato medesime questioni di legittimità.

In pratica, con riguardo al giudizio di legittimità costituzionale delle normative emergenziali di blocco nazionale dei pignoramenti verso Asl/Asp e A.O., sono sorte vari procedimenti dinanzi alla Corte Costituzionale.

La prima remissione citata, è stata chiamata ad udienza pubblica il 23 novembre 2021, originando la Sentenza n. 236/2021 depositata il 7.12.2021 e pubblicata il 9.12.2021 che ha dichiarato incostituzionali le norme in esame, per l’effetto riaprendo la strada ai pignoramenti (esecuzioni) nei confronti di tutte le Asl/Asp e A.O. nazionali.

La Consulta (Presidente Coraggio, relatore Petitti), con la Sentenza 236/2021 ha usato parole di estrema chiarezza: “Nonostante l’evoluzione dell’emergenza sanitaria e la possibilità di ricalibrare su di essa la programmazione di cassa, l’art. 3, comma 8, del d.l. n. 183 del 2020 ha prorogato la misura in danno dei creditori per un intero anno senza alcun aggiornamento della valutazione comparativa tra i loro diritti giudizialmente accertati e gli interessi dell’esecutato pubblico. In tal modo, gli effetti negativi della protrazione del “blocco” delle esecuzioni sono stati lasciati invariabilmente a carico dei creditori, tra i quali pure possono trovarsi anche soggetti cui è stato riconosciuto un risarcimento in quanto gravemente danneggiati nella salute o operatori economici a rischio di espulsione dal mercato. Costituzionalmente tollerabile ab origine, la misura è divenuta sproporzionata e irragionevole per effetto di una proroga di lungo corso e non bilanciata da una più specifica ponderazione degli interessi in gioco, che ha leso il diritto di tutela giurisdizionale ex art. 24 Cost. nonché, al contempo, la parità delle parti e la ragionevole durata del processo esecutivo”.

Pertanto, a livello nazionale (al netto della impignorabilità poi nuovamente disposta a schermatura della sanità calabrese con un decreto del 22.12.2021), Collextion può oggi celermente recuperare i crediti vantati dalle Imprese fornitrici del S.S.N. per sorte capitale insoluta e relativi interessi di mora, ovvero per interessi di mora maturati sul decennio di ritardati pagamenti, che Vi invitiamo a voler affidare per il recupero.